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  • È disponibile nel Cassetto Previdenziale l’attestazione dei versamenti eseguiti nell’anno 2018. A tal proposito, si ricorda che costituiscono oneri deducibili dal reddito complessivo i contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, nonché quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza. In particolare, sono interamente deducibili i contributi soggettivi e di maternità e i contributi versati a titolo di contribuzione volontaria e di riscatto. Il contributo integrativo, al contrario, non risulta deducibile ad eccezione dei casi indicati nella risoluzione del 18/05/2006 n. 69 dell’Agenzia delle Entrate.

    L’attestazione è rilasciata a tutti gli assicurati contribuenti, attivi e non, che nell’anno 2018 hanno effettuato pagamenti, anche a copertura di periodi pregressi.

    Oltre ai versamenti direttamente eseguiti dall’iscritto, l’attestazione potrà indicare eventuali somme già oggetto di rimborso o eventuali somme derivanti da versamenti effettuati nel corso dell’anno 2018 non attribuite che potranno essere richieste a rimborso o compensate solo su richiesta.

    I Ministeri Vigilanti hanno approvato la delibera del Consiglio di Indirizzo Generale dell’ENPAPI n. 6/2018 con la quale è stato modificato l’art. 5 del Regolamento di Previdenza, relativo al contributo integrativo: i liberi professionisti iscritti all’Ente, pertanto, dal 16 maggio 2019, devono applicare l’aliquota del 4% anche nei confronti della Pubblica Amministrazione.

    La delibera del CIG citata aveva preso spunto dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 4062/2018, depositata nello scorso mese di luglio, riguardante l’applicazione dell’incremento della percentuale del contributo integrativo (dal 2% al 4%) anche alle prestazioni rese dai professionisti a favore delle amministrazioni pubbliche. Viene così meno la discriminazione esistente in precedenza dal punto di vista previdenziale tra i professionisti iscritti, a seconda che prestino la loro attività per una PA oppure per soggetto privato.

    I Ministeri del Lavoro e dell’Economia e delle Finanze hanno, inoltre, approvato l’aggiornamento, con decorrenza dal 1° gennaio 2019, della tabella dei coefficienti di trasformazione dei montanti contributivi degli iscritti all’ENPAPI, e la contestuale estensione dei coefficienti di trasformazione per le età 72-80. 

     

    Testo Art. 5  del Regolamento di Previdenza – Contributo integrativo

    Gli iscritti all’Ente devono applicare, conformemente a quanto previsto dall’articolo 8, comma 3, del D.Lgs. 10 febbraio 1996, n. 103 e successive modifiche e integrazioni, una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi lordi che concorrono a formare il reddito imponibile dell’attività di cui all’articolo 1, comma 1, del presente Regolamento. Detto ammontare deve essere versato all’Ente, indipendentemente dall’effettivo pagamento che ne abbia eseguito il debitore. La maggiorazione è ripetibile nei confronti di quest’ultimo. Nota Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali-Modifiche all’art.5

    A breve sarà disponibile nel Cassetto Previdenziale, sezione “Attestazione versamenti”, l’attestazione dei versamenti eseguiti nell’ anno 2018 oggetto di dichiarazione fiscale.
    Costituiscono oneri deducibili dal reddito complessivo i contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, nonché quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza. In particolare, sono interamente deducibili i contributi soggettivi e di maternità. Il contributo integrativo, al contrario, non risulta deducibile ad eccezione dei casi indicati nella risoluzione del 18/05/2006 n. 69 dell’Agenzia delle Entrate.

     

    AGEVOLAZIONI CONTRIBUTIVE 17 Ottobre, 2018

    Riduzione del contributo soggettivo (art. 4, comma 8 del vigente Regolamento di Previdenza)

    Il contributo soggettivo minimo può essere ridotto del 50%, su richiesta dell’iscritto, nei seguenti casi:
    a) contestuale svolgimento di lavoro dipendente con contratto a tempo parziale (part-time) con orario di lavoro inferiore o pari alla metà del tempo pieno;
    b) sospensione dell’attività professionale per almeno sei mesi continuativi nel corso dell’anno solare;
    c) fino al compimento del trentesimo anno di età;
    d) per i titolari di partita IVA per i primi quattro anni di iscrizione.

    La riduzione si applica al solo contributo soggettivo minimo; è comunque dovuto il contributo soggettivo calcolato in percentuale del reddito professionale prodotto.

    Esonero dal versamento della contribuzione minima (art. 4, comma 7 del vigente Regolamento di Previdenza)

    Sono esonerati dal versamento della contribuzione minima i Professionisti titolari di rapporti di lavoro dipendente, con contratto anche a tempo parziale, purché disposto con orario superiore alla metà del tempo pieno; in particolare:
    a) part-time con orario da 50,1% a 99% del tempo pieno: esonero dal versamento del contributo soggettivo ed integrativo minimo;
    b) full time (tempo pieno): esonero dal versamento del contributo soggettivo ed integrativo minimo e del contributo di maternità.

    L’esonero si applica alla sola contribuzione minima; è comunque dovuta la contribuzione calcolato in percentuale del reddito professionale prodotto.

    Riduzione per titolarità di trattamento pensionistico (art. 4, comma 5 del vigente Regolamento di Previdenza)

    Gli Iscritti all’Ente titolari di trattamento pensionistico hanno diritto a:

    a) riduzione del 50% dell’aliquota minima obbligatoria prevista per la determinazione del contributo soggettivo dovuto;
    b) riduzione del 50% del contributo soggettivo minimo obbligatorio;
    c) esonero dal contributo integrativo minimo.

    Le agevolazioni contributive non sono cumulabili e sono concesse su dichiarazione dell’iscritto, da inviare con le modalità stabilite dall’Ente.

    TIPOLOGIA DEI CONTRIBUTI 17 Ottobre, 2018

    Il contributo soggettivo (art. 4 del vigente Regolamento di Previdenza)

    Il contributo soggettivo obbligatorio dovuto annualmente da ogni Iscritto all’Ente è pari al 16% del reddito professionale derivante da lavoro autonomo, prodotto nell’anno e risultante dalla relativa dichiarazione dei redditi.
    E’ facoltà dell’Iscritto applicare un’aliquota superiore a quella minima obbligatoria, fino ad un massimo del 23% del reddito professionale; l’opzione, da indicare contestualmente all’invio della comunicazione reddituale, è
    valida per il solo anno per cui è esercitata ed è rinnovabile.
    E’ in ogni caso dovuto un contributo soggettivo minimo pari ad euro 1.600,00 annui.
    L’importo del contributo soggettivo versato è deducibile ai fini IRPEF.

    Il contributo integrativo (art. 5 del vigente Regolamento di Previdenza)

    Il contributo integrativo dovuto annualmente da ogni Iscritto all’Ente è rappresentato da una maggiorazione percentuale da applicare ai corrispettivi lordi che concorrono a formare il reddito imponibile dell’attività autonoma di tipo infermieristico. La maggiorazione, da versare all’Ente indipendentemente dall’effettivo pagamento che ne abbia eseguito il debitore, è ripetibile nei confronti di quest’ultimo, è fissata nella misura del 4% ed è riscossa direttamente dall’Iscritto all’Ente, dalla associazione, dalla cooperativa sociale o dalla società cui partecipa, contestualmente alla riscossione dei corrispettivi o proventi e previa evidenziazione del relativo importo sul documento fiscale emesso o rilasciato; nei confronti della Pubblica Amministrazione tale maggiorazione resta fissata nella misura del 2%.
    È in ogni caso dovuto un contributo integrativo minimo pari ad euro 150,00 annui.

    Il contributo di maternità (art. 37 del vigente Regolamento di Previdenza)

    Il contributo di maternità dovuto annualmente da ogni Iscritto all’Ente è destinato alla copertura delle indennità di maternità erogate a favore delle libere professioniste Iscritte, nei termini e con le modalità previste dal D.Lgs 26 marzo 2001 n. 151. L’importo del contributo di maternità dovuto è determinato annualmente dal Consiglio di Amministrazione ed è deducibile ai fini IRPEF.

    Frazionabilità dei contributi minimi (art. 6 del vigente Regolamento di Previdenza)

    In caso di iscrizione all’Ente ovvero di esonero dalla contribuzione con decorrenza in corso d’anno, i contributi annui soggettivi ed integrativi minimi obbligatori sono ridotti per tanti dodicesimi del loro importo quanti sono i mesi di non iscrizione o di esonero dalla contribuzione; resta invariato l’obbligo di versare il contributo in percentuale sul reddito prodotto.

    La contribuzione volontaria (art. 19 del vigente Regolamento di Previdenza)

    Qualora l’Iscritto all’Ente cessi l’attività lavorativa che ha dato luogo all’obbligo dell’iscrizione, può conseguire il requisito contributivo per il diritto a pensione mediante il versamento di contributi volontari. La facoltà è concessa purché l’iscritto:
    a) possa far valere almeno un contributo annuale obbligatorio nel quinquennio precedente la data della domanda, ovvero almeno tre contributi annuali obbligatori qualunque sia l’epoca del versamento;
    b) continui a possedere i requisiti per l’esercizio professionale.
    L’iscritto che si avvale di tale facoltà deve inviare domanda con le modalità stabilite dall’Ente e corrispondere, entro il 31 dicembre di ciascun anno, almeno la contribuzione soggettiva ed integrativa minima obbligatoria prevista per l’anno stesso. È facoltà dell’Iscritto aumentare l’importo del contributo soggettivo versato a titolo di contribuzione volontaria; l’ammontare della contribuzione volontaria versata non può comunque superare il limite della contribuzione soggettiva derivante dall’applicazione dell’art. 2, comma 18 della Legge 8 agosto 1995, n. 335, che determina il massimale annuo della base contributiva e pensionabile.
    L’iscritto ammesso alla contribuzione volontaria, se interrompe il versamento dei contributi, può riprenderlo entro il termine perentorio di sei mesi dalla scadenza prevista per il versamento dell’ultimo contributo dovuto, maggiorandolo degli interessi di mora al tasso legale.
    È facoltà degli Iscritti presentare domanda, con le modalità stabilite dall’Ente, per integrare i versamenti a titolo di contributo soggettivo, effettuati fino al limite dell’aliquota della contribuzione soggettiva pro tempore vigente, per gli anni in cui non è stato raggiunto tale importo. Le somme versate sono aggiunte al montante contributivo individuale e rivalutate a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo al versamento.

    CONTRIBUTI 16 Ottobre, 2018

    Tipologie di contribuzione:

    Il contributo soggettivo (art. 4 del vigente Regolamento di Previdenza) valevole ai fini previdenziali

    Il contributo integrativo (art. 5 del vigente Regolamento di Previdenza) valevole ai fini assistenziali e previdenziali

    Il contributo di maternità (art. 37 del vigente Regolamento di Previdenza) finalizzato alla copertura degli oneri per maternità

     

    Il regime sanzionatorio:

    Il Regolamento di Previdenza ENPAPI (artt. 10 e 11) prevede l’applicazione di sanzioni nel caso in cui l’iscritto non ottemperi, nei tempi previsti, al pagamento dei contributi ed all’invio del modello di dichiarazione reddituale.

     

    Nello specifico gli inadempimenti sanzionati sono:

     

    1)      il ritardato pagamento dei contributi;

    2)      il pagamento di importi inferiori a quanto dovuto;

    3)      il ritardato o mancato invio della dichiarazione del reddito professionale;

    4)      l’infedele comunicazione del reddito professionale.

     

    INTERESSI DI MORA: CONTRIBUTI NON VERSATI: 

    Interessi di mora nella misura del 0,60% per ogni o mese o frazione di mese, con decorrenza dal giorno successivo all’ultimo utile per il previsto pagamento fino a quello dell’ effettivo versamento

    SANZIONE CONTRIBUTI NON VERSATI:

    maggiorazione pari al 10% del  capitale non pagato tempestivamente per ritardi nel versamento superiori a 90 giorni

    SANZIONI DICHIARATIVE (OMESSA, INFEDELE, RITARDATA):

    La sanzione, nei casi in cui la dichiarazione dia luogo a maggiore contribuzione, risulta:

    pari ad Euro 10,00  – per comunicazione entro 7° giorno

    pari ad Euro 50,00 – per comunicazione entro il  90° giorno

    pari ad Euro 100,00  – per comunicazione dopo il 90° giorno

     

     

     

     

     

     

    RICHIEDERE CERTIFICAZIONI 31 Luglio, 2018

    E’ POSSIBILE RICHIEDERE ANCHE IN MODALITA’ SELF SERVICE I SEGUENTI CERTIFICATI:

    ATTESTAZIONE DI REGOLARITÀ CONTRIBUTIVA
    L’attestazione di regolarità contributiva certifica l’assolvimento degli obblighi dichiarativi e contributivi cui l’Iscritto è soggetto, ma non la correttezza delle comunicazioni rese all’Ente.
    Resta, infatti, salva la possibilità per l’Ente di avviare l’attività di vigilanza prevista dall’art. 8, comma 3 del vigente Regolamento di Previdenza.
    Il documento è rilasciato su istanza presentata da:
    Professionista Iscritto;
    soggetto terzo delegato;
    Pubblica Amministrazione;
    Studio cui è associato il Professionista Iscritto.
    La richiesta, completa dei dati necessari per la predisposizione del riscontro, deve pervenire all’indirizzo info@pec.enpapi.it con oggetto Richiesta di attestazione di regolarità contributiva.

    ATTESTAZIONE DEI VERSAMENTI
    L’attestazione dei versamenti eseguiti in annualità oggetto di dichiarazione fiscale è disponibile nel Cassetto Previdenziale, sezione “Certificazioni/Attestazione versamenti”.
    Costituiscono oneri deducibili dal reddito complessivo i contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, nonché quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza. In particolare, sono interamente deducibili i contributi soggettivi e di maternità. Il contributo integrativo, al contrario, non risulta deducibile ad eccezione dei casi indicati nella risoluzione del 18/05/2006 n. 69 dell’Agenzia delle Entrate.

    CERTIFICAZIONE UNICA
    La certificazione unica (CU) rilasciata da ENPAPI è presente nella sezione “Certificazioni/Certificazione Unica”.
    La CU è il documento fiscale utilizzato dai sostituti d’imposta per attestare i redditi di lavoro dipendente e assimilati, i redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi.

    VERSARE I CONTRIBUTI 26 Luglio, 2018

    L’attuale sistema di pagamento dei contributi annuali a carico dell’iscritto prevede:
    cinque rate di pari importo, costituite dai contributi minimi per l’anno in corso e da un anticipo del saldo dovuto per l’anno precedente;
    sesta rata pari al conguaglio tra quanto versato a titolo di anticipo saldo nelle prime cinque rate e quanto dovuto a titolo di contribuzione sulla base della dichiarazione del reddito professionale e del volume d’affari di cui all’articolo 11 del Regolamento di Previdenza.

    Per permettere il calcolo dell’importo dovuto nella sesta ed ultima rata, entro il 10 settembre di ciascun anno deve essere effettuata la comunicazione reddituale (Modello UNI telematico).

    Per il versamento degli acconti sono predisposte cinque rate da versare entro il 10 del mese di febbraio, aprile, giugno, agosto ed ottobre. L’ammontare di ciascuna delle prime cinque rate è ottenuto sommando:
    il 20% del contributo soggettivo minimo;
    il 20% del contributo integrativo minimo;
    il 20% del contributo di maternità;
    il 18% del contributo soggettivo calcolato sul reddito professionale presunto ovvero sull’ultimo reddito disponibile;
    il 18% del contributo integrativo calcolato sul volume d’affari presunto ovvero sull’ultimo volume d’affari disponibile.

    L’ammontare della sesta ed ultima rata, da versare entro il 10 dicembre di ciascun anno, è ottenuto sommando la differenza tra la contribuzione dovuta e quanto versato a titolo di acconto nelle prime cinque rate.

    Per il pagamento dei contributi minimi dovuti per l’anno corrente e del saldo dell’anno precedente, l’Ente predispone all’interno dell’Area Riservata modelli di pagamento F24 e PagoPa precompilati con l’indicazione dei dati anagrafici e dell’importo da corrispondere.

    Per la regolarizzazione di annualità precedenti tramite F24, è possibile consultare la tabella dei codici tributoTABELLA CODICE TRIBUTARIO istituiti con la Convenzione del 18 aprile 2014 stipulata tra l’Agenzia delle Entrate e l’Ente.

    Il pagamento dei contributi può essere effettuato anche mediante CARTA ENPAPI, la carta di credito riservata agli iscritti ENPAPI, frutto di un’iniziativa dell’Ente in collaborazione con la Banca Popolare di Sondrio.