Indennità di paternità collaboratori

INDENNITÀ DI PATERNITÀ

Gli artt. 22, 23, 24 e 25 del Regolamento di Previdenza e Assistenza della Gestione Separata ENPAPI dispongono che la collaboratrice deve possedere i seguenti requisiti per poter presentare domanda di indennità di paternità:
• l’Iscritto non deve essere pensionato o iscritto presso altra forma di previdenza obbligatoria (versamento dell’aliquota piena maggiorata dello 0,72% ), ivi inclusa la Gestione Principale ENPAPI;
• accreditamento di almeno 3 mensilità di contribuzione nelle ultime 12 precedenti l’evento (due mesi prima del parto);
• effettiva astensione dall’attività lavorativa.

La domanda può essere presentata dal padre iscritto alla Gestione Separata ENPAPI – tramite PEC o raccomandata A/R – soltanto nei casi di seguito elencati e comprovati da specifica documentazione:
• morte della madre (certificato di morte o autocertificazione);
• grave infermità della madre (certificazione medica rilasciata dal medico dell’ASL – Servizio Sanitario Nazionale – da allegare in busta chiusa);
• affidamento esclusivo (copia provvedimento del giudice da cui risulti l’affidamento esclusivo del figlio al padre);
• abbandono del figlio da parte della madre (autocertificazione);
• rinuncia espressa della madre lavoratrice che ha diritto al congedo di maternità, possibile solo in caso di adozione o affidamento (autocertificazione);
• copia di un documento di identità in corso di validità.

L’indennità è corrisposta al padre anche per l’ingresso in famiglia del bambino adottato o affidato in preadozione, durante i primi cinque mesi successivi all’ingresso del minore nella famiglia, a condizione che il bambino non abbia superato i sei anni di età in caso di adozione/affidamento nazionale o i diciotto anni di età in caso di adozione/affidamento Internazionale (art.2 del D.M. n.23484 del 4 aprile 2002).