RATEIZZAZIONE

Rateizzazione del debito (art. 12 del vigente Regolamento di Previdenza)

Il Consiglio di Amministrazione può concedere, con apposita delibera e su richiesta dell’interessato, la rateizzazione degli importi dovuti per contributi, sanzioni ed interessi insoluti alla data della domanda. La rateizzazione può essere concessa per importi superiori ad euro 1.000 per un massimo di 72 rate mensili, di valore unitario non inferiore ad 100 euro e, comunque, non oltre la data di maturazione del diritto a pensione.

Il Consiglio di Amministrazione potrà ammettere alla rateizzazione in 120 rate mensili quando l’importo della rata è superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare del richiedente, risultante dall’Indicatore della Situazione Reddituale (ISR) riportato nel modello ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente).

Il tasso di interesse applicato all’importo rateizzato è annualmente stabilito con delibera del Consiglio di Amministrazione e deve garantire il pieno recupero della capitalizzazione riconosciuta ai contributi versati indipendentemente dal numero di rate concesse. Per le istanze presentate nell’anno 2020 il tasso effettivo annuo di interessi è pari al 2%. 

Il mancato pagamento di n. 3 rate, anche non consecutive, comporta l’immediata decadenza dal beneficio della rateizzazione, ai sensi dell’art. 1186 c.c., con possibilità dell’Ente di procedere giudizialmente al recupero dell’intero saldo dovuto; in caso di ritardo nei pagamenti delle rate sarà applicato il regime sanzionatorio e gli interessi a norma degli artt. 9, 10 e 11 del Regolamento di Previdenza ENPAPI.